martedì 16 dicembre 2008

La Gelmini, le parodie e la melagrana

Il mio amico Tony Siino, famoso blogger del panorama italiano con una grande passione per l'Information and Communication Technology, i nuovi media e la comunicazione, è stato il primo a farmi capire veramente cos’è un blog. E non perché me lo ha spiegato con grandi paroloni o una montagna di libri, ma semplicemente attraverso la sua esperienza sul campo. Attraverso Deeario, il suo blog personale, e il blog di Palermo, Rosalio, ho imparato a conoscere e addentrami in questo mondo.
Qualche giorno fa, ho scritto un post sul ministro Maria Stella Gelmini all’arrembaggio di YouTube.
Tony, che ha fatto del web una delle sue strade, e che ha un fiuto a dir poco sorprendente per le notizie, ha scritto un post a proposito di Gelmini e parodie su Campus. Il particolare della melagrana mi era sfuggito.

lunedì 15 dicembre 2008

Il presidente e il lancio delle scarpe su YouTube

Ha già fatto il giro del mondo più e più volte il video del giornalista iracheno che, durante la conferenza stampa, ha lanciato le scarpe al presidente Bush. Il gesto di Montasser al Zaidi, 28 anni, giornalista del canale tv al-Baghdadiyade, è stato trasmesso dai tg di tutto il mondo. Ma per chi si fosse perso il lancio, basta cliccare su YouTube dove sono presenti più di 700 video. Visto già 600.000 volte fino a questa mattina, il lancio delle scarpe contro il presidente americano è già un "cult" della rete.

Addio a Carlo Caracciolo

Noi giovani comunicatori e aspiranti giornalisti abbiamo letto il suo nome nei libri di storia del giornalismo. Un nome intrecciato alla nascita di Repubblica. Carlo Caracciolo, 83 anni, editore puro come pochi ne rimangono, fondatore dell’Espresso e poi di Repubblica, si è spento a Roma all’età di 83 anni.
Nato il 23 ottobre del '25, era presidente onorario del Gruppo Espresso, dove ha lavorato per cinquant'anni. E' stato giovane partigiano in Val d'Ossola, si è laureato in legge a Roma, si è specializzato ad Harvard. Nel '51 fondò la Etas Kompass. Poi nel '55 fu il promotore del settimanale l'Espresso. A metà degli anni '70 decise, insieme ad Eugenio Scalfari, di puntare su un quotidiano scritto come un settimanale. Un giornale che molto presto ha fatto concorrenza al Corsera fino a inficiare per qualche tempo il primato dello storico giornale italiano.
Di lui Giorgio Bocca diceva: "E' una delle poche persone che abbia conservato il gusto del rischio"..
E proprio da quella voglia di rischiare, quella curiosità è nata l'ultima avventura. A quasi 82 anni ha acquistato una consistente quota del quotidiano francese "Liberation", il 33% di un giornale storico della gauche, in crisi profonda di finanze e di idee. Facendo spola fra Roma e Parigi, ha rianimato il quotidiano, ha rilanciato il sito web. Perché “Il futuro, - diceva – passa dalla multimedialità”.

sabato 13 dicembre 2008

Tevere in piena: un fiume di filmati su YouTube

Il Tevere è in piena e un fiume di filmati si riversa su YouTube. La gente non sta a casa, si dirige sulle sponde del Tevere per filmare, documentare ciò che sta accadendo. E' il citizen journalism. L'informazione viene sdoganata. A darci la presa diretta di ciò che sta accadendo è chi vive la città, nella città, a pochi metri da quella massa d'acqua che aumenta due centimetri ogni ora. Adesso la piena è passata. Il disatro presagito non c'è stato. Su Roma spende un illusorio sole invernale, ma sul web rimangono centinaia di video amatoriali che ricordano il fatto. Un barcone si schianta sulle arcate di ponte Sant'Angelo, a Ponte Milvio tutti attendono il peggio e c'è chi scende a pelo d'acqua descrivendo ciò che vede.





venerdì 12 dicembre 2008

"Nati digitali, una generazione senza avi"

I"nati digitali", coloro cioè che sono nati all'inizio degli anni '90 insieme con il World Wide Web e che quindi oggi hanno 16-18 anni, sono una realtà nuova con cui bisogna cominciare a fare i conti. E' questo il messaggio, alquanto netto, lanciato da Michael Wesch, docente di psicologia culturale alla Kansas University, nel suo intervento durante la conferenza "Nati digitali, una generazione senza avi", tenuta venerdì 28 dicembre, all'Accademia dei Lincei organizzata da Media Duemila e dall'Osservatorio TuttiMedia, con la collaborazione della Fondazione Ugo Bordoni, in ricordo di Giovanni Giovannini. Il prof. Wesch, con la sua ricerca, ha voluto indagare sugli aspetti culturali di YouTube, analizzando il suo ruolo all'interno dell'ampio panorama dei social media "dove le identità, i valori e le idee sono prodotte, riprodotte, messe in gioco e negoziate in nuovi modi" e attraverso il racconto di tre “storielle” ha voluto dimostrare come la società sia stata, negli ultimi anni, profondamente condizionata dall'evoluzione del web.La prima storia si riferisce a Kevin Kelly, giornalista ed esperto di cultura digitale, che, già nei primi anni '80, ha cercato di convincere la famosa rete televisiva americana ABC a comprare un proprio spazio sul web. La richiesta di Kelly, però, si è dovuta scontrare con lo scetticismo di questo colosso mediatico, ancorato alla sua lunga tradizione. Il tempo ha dato però ragione a Kelly: l'ABC, che ha iniziato le sue trasmissioni nel 1948 e che da sessant'anni costruisce e trasmette contenuti mediatici, si è vista, oggi, superare dal giovane YouTube, che, in meno di quattro anni, ha raccolto più di 200.000 video.La seconda storia ha, invece, come protagonista Gary Brosnan, teenager del New Jersey, che dalla sua piccola camera da letto, con l'utilizzo di una web cam, ha creato un proprio video rielaborando la hit dance moldava “Dragostea Din Tei”, diventando così un fenomeno internazionale visto da più di un miliardo di visitatori. Il video di Brosnan, nato come un gioco, è diventato “un rituale con senso”, e ha rivalutato l'utilizzo della web cam; oggi, infatti, persone di tutto il mondo creano video personali dalle loro camere e li diffondono attraverso YouTube, piattaforma virtuale, nata nel 2005, a cui “tutti possono contribuire”. “Gary è stato il primo mixer virtuale, la celebrazione di una nuova forma di comunità che può comunicare attraverso il web, egli rappresenta il nuovo mondo in cui viviamo”.La terza storia si basa su un esperimento effettuato da Wesch stesso al fine di dimostrare il nuovo modo di comunicare attraverso il web che “non connette l'informazione, ma le persone”. Wesch ha girato un semplice video in cui riprende la sua casa in Kansas e l'ha pubblicato su digg.com, un sito web di social bookmarking in cui le notizie ed i collegamenti sono proposte dagli utenti, e sono poi promosse in prima pagina in base ad un sistema di graduatoria basato sulla valutazione degli altri utenti della comunità. Questo semplice video ha riscosso un inaspettato successo: è stato scelto per essere pubblicato sulla prima pagina, già al terzo giorno contava più di mille visitatori, è rimasto tra i primi cinque anche durante il Super Bowl Sunday, evidenziando che le persone, hanno preferito un video privato, girato gratuitamente, alle costose pubblicità. Con il suo esperimento il professor Wesch ha voluto, dunque, dimostrare che “al centro del media scope ci siamo noi, quindi i media non sono solo mezzi di comunicazione ma sono mediatori di relazioni sociali. Cambiando il modo di comunicare cambiano anche le relazioni sociali”.You tube ha continuato a essere oggetto del discorso di Gary Wesch che ha mostrato l'infinito numero di fenomeni che possono crearsi all'interno di questa piattaforma. Uno di questi è il cosiddetto “collasso del contesto”, che avviene quotidianamente con i video su Youtube e che è legato al problema del «remixing», ovvero la creazione di contenuti multimediali nuovi usando materiali già esistenti protetti da copyright. “Youtube a volte può diventare anche spietato- sostiene Wesch- perchè dà la possibilità di creare un crollo del contesto e modificare ciò che la persona ripresa dice”. Basti pensare ai video scherzosi che vedono come protagonisti i politici che, immersi in un contesto diverso, vengono ridicolizzati. A dimostrazione di tutto questo sono stati proiettati due famosi video: il primo è quello di “Geordie”, ovvero il filmato in cui un bambino neonato morde il dito del fratellino che urla “ahi Geordie!” ripetutamente, di cui sono stati girati numerosi remake e addirittura un dj ha inciso una canzone riutilizzando l'esclamazione del bambino su una base musicale mixata da lui. L'altro video è quello del “ballo del Numa Numa” in cui un gruppo di ragazzi di colore si dimenano in passi di danza a ritmo di una loro canzone. Questo video ha fatto il giro del mondo ed anche esso è stato oggetto di numerosi remake, tanto che una casa discografica ha offerto un contratto ai giovani artisti del Numa Numa. Nell'agosto 2007 è stato poi girato il video ufficiale di questa band e la canzone è rimasta in cima alle classifiche Usa per sette mesi e ha addirittura vinto un Emmy Awards.Altro fenomeno che si verifica all'interno di Youtube è il “collab”, cioè la collaborazione tra più persone per dare vita a un video. Emblematico è il filmato nato dall'unione di duemila persone che hanno scritto un messaggio sulla propria mano (la maggior parte “one world”) e l'hanno messo in primo piano davanti alla web cam, a dimostrazione di come attraverso il web si possa creare una vera e propria comunità. Wesch infatti afferma che “ognuno di noi è solo e cerca di raggiungere gli altri, perchè sente che qualcosa manca nella propria vita; tutti coloro che usano You Tube, infatti, cercano principalmente unione”, il sentirsi parte di qualcosa e condividere gli stessi bisogni.Infine Gary Wesch ha parlato del gruppo di lavoro che lui stesso ha costituito con 15 studenti per «integrarsi nella comunità di Youtube». Ne è venuta fuori una ricerca intitolata «Digital Etnography» dalla quale emerge un mondo di realtà interconnesse, fatto di «media that mediate the relationship», ovvero i mezzi di comunicazione che mediano le relazioni umane.

mercoledì 10 dicembre 2008

Il Pulitzer premierà anche i quotidiani on line

Il premio Pulitzer riflette i cambiamenti nel mondo del giornalismo parificando l’informazione on-line a quella cartacea. Dal prossimo anno il riconoscimento più prestigioso del giornalismo americano sarà concesso anche ai giornali presenti unicamente su Internet. Tra le 14 categorie che potranno partecipare al premio ci saranno anche le “online-only publications”, ovvero l’informazione solo sul web. L’unico requisito richiesto è che l'agenzia o il quotidiano sia stato attivo nella settimana precedente la premiazione. Continueranno a non essere inclusi tra i concorrenti al premio amministrato dalla Columbia University di New York i magazine ed emittenti televisive e i loro rispettivi siti.
Naturalmente il riconoscere uguale dignità alla carta stampata e all’informazione sul web vuol dire aprire gli occhi sulla profonda crisi che sta attraversando il giornalismo tradizionale. Una delle ultime illustri vittime è il New York Times che è stato costretto a numerosi tagli e a porre un’ipoteca sulla nuova sede. Seguono i licenziamenti di Gannett (editore tra l'altro di Usa Today), i debiti di 10 miliardi di euro del gruppo Tribune (responsabile della pubblicazione del Chicago Tribune e del Los Angeles Times) e una lunga lista di perdite e “bad news” per il gruppo. «Le nuove regole ampliano il raggio d'azione del Pulitzer e riconoscono il ruolo di Internet» ha dichiarato l'amministratore del premio, Sig Gissler. Un riconoscimento che comunque fa pensare che si sta aprendo la strada a un altro modo di fare giornalismo. Chissà quando e se si arriverà a vendere l’ultima copia del New York Times…io non me lo auguro. Piuttosto preferirei veder convivere pacificamente e in profonda armonia ciò che rappresenta la storia e il futuro dell’informazione.

giovedì 4 dicembre 2008

Gelmini-studenti: confronto su YouTube

L'avventura di MariaStella Gelmini su YouTube è targata 4 dicembre 2008. Il ministro dell'istruzione, università e ricerca sbarca sul sito web di condivisione di video più famoso al mondo per "parlare con i ragazzi e confrontarsi con loro". Curiosità, voglia di confronto o solidarietà nei confronti del contestato ministro hanno fatto registrare, in poche ore, grandi numeri. Insomma un successo. In tanti hanno cliccato sul sito (www.youtube.it/mariastellagelmini) e in centinaia hanno inviato commenti. "Il canale - ha spiegato il ministero - vuole essere un luogo in cui il ministro si confronterà con i ragazzi attraverso video domande o commenti che tutti potranno inviare". Il ministro, ogni settimana, risponderà agli studenti sui temi della scuola, dell' università e della ricerca. La Gelmini, che ha portato milioni di studenti in piazza contro la riforma che porta il suo nome, ha deciso di rivolgersi ai ragazzi attarverso il mezzo più usato dai giovani: internet."Ho deciso di aprire un canale su Youtube perchè intendo confrontarmi con voi sulla scuola e sull' università - ha dichiarato la Gelmini - Voglio accogliere idee, progetti, proposte, anche critiche. Una cosa però non farò mai, quella di difendere lo status quo o di arrendermi ai privilegi o agli sprechi. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare e dobbiamo farlo insieme". Adesso si attendono solo le risposte, o le domande dei giovani studenti. C'è da chiedersi, tuttavia, quanto l'utilizzo di un mezzo possa avvicinare la Gelmini ai giovani studenti. Basterà, se il messaggio non cambia, l'utilizzo di internet?