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lunedì 2 febbraio 2009

Campanella, il mafioso"pentito"in giacca e cravatta

Francesco Campanella classe ’72, mafioso pentito, ex braccio destro del boss di Villabate Nino Mandalà. Eletto presidente del consiglio comunale di Villabate all’età di 24 anni, mantenne la carica fino allo scioglimento del consiglio comunale stesso nel 1999 a causa di infiltrazioni mafiose. Nel 2000 è stato nominato segretario nazionale dei giovani dell'Udeur. Nel 2001 ha abusato della sua posizione e delle sue conoscenze fra le istituzioni comunali di Villabate per falsificare la carta d'identità che Bernardo Provenzano utilizzò per recarsi all'estero per ricevere terapie mediche. Clemente Mastella e Salvatore Cuffaro furono i suoi testimoni di nozze. Anche il deputato Francesco Saverio Romano fu presente al matrimonio, secondo le dichiarazioni di Campanella; Romano ha però smentito. SkyTg24 lo ha intervistato.

lunedì 5 gennaio 2009

"O noi o loro". Facebook: protesta contro gruppi pro mafia

30.934. Nel momento in cui mi iscrivo al gruppo “Fuori la mafia da Facebook” è questo il numero di utenti che ha deciso di aderire. Il gruppo è nato il 30 dicembre e in soli sei giorni ha raggiunto un enorme numero di persone che hanno messo la loro faccia e il loro nome per una lotta che non ha età e confine. Perché è ovvio, la mafia non è solo una piaga siciliana. E così gli abitanti di Facebook reagiscono e si mobilitano contro le pagine (in aumento) che innalzano agli onori e alla gloria mafiosi dai nomi illustri come Riina e Provenzano. Da Palo Alto, in California, dove si trova la sede di Facebook fanno sapere che non sarà effettuata alcuna censura. Giusto alcuni giorni fa avevo già scritto della rimozione di alcune foto che ritraevano donne mentre allattavano al seno. Una decisione discutibile, come opinabile è la scelta di rimanere inermi di fronte alla nascita di questi gruppi che inneggiano alla mafia. In ogni caso è già scattata la protesta degli utenti che, già in cinquantamila, hanno raccolto l'appello di pagine come "O noi o loro, 100mila firme contro la mafia on line", "Fuori la mafia da Facebook", "No alla mafia sui social network" oppure "A noi la mafia fa schifo".
E' in rete anche una petizione rivolta al presidente della commissione parlamentare antimafia Beppe Pisanu: "Non possiamo accettare che vi sia chi alimenti un fenomeno devastante e chi inneggi alle gesta dei carnefici degli uomini dello Stato". Un'altra petizione è per il ministro delle Telecomunicazioni: "Non si può lasciare i social network senza una corretta gestione, altrimenti chiediamo anche la loro chiusura per complicità in apologia di reato, punibile secondo il nostro codice penale".
La protesta antimafia adesso viaggia anche su internet.
Entro nella pagina che inneggia a Riina. Gli occhi di quel sanguinario assassino mi fissano e provo quasi una senso di nausea. Per noi giovani siciliani che nel '92 eravamo solo bambini e che abbiamo visto negli occhi dei nostri genitori il vuoto, la disperazione, la rabbia e le lacrime, scrivere di gruppi che decantano i mafiosi è un pugno allo stomaco. Tra i fan vedo i volti di giovanissimi e leggo alcuni commenti riprovevoli. A volte sembra che debba rimanere solo lo sconforto, ma poi tornano alla mente le parole di Giovanni Falcone. L'appello di Papa Giovanni Paolo II nella valle dei templi di Agrigento e la lotta che non si fermerà mai perché le loro idee camminano sulle nostre gambe.

(Tratto da BluNotte)